Si parla di tutto quello che succede prima e dopo le riprese, come anche negli stacchi fra un ciak e l’altro, ma che nei film non si vede. Attori alle prese con ridarole incontrollabili, comparse con ansie e paure più o meno realistiche e registi sprofondati nella loro seggioline, i brevi filmati che raccontano il dietro le quinte di lungometraggi svelano i tabù, le scene scartate, ma anche e soprattutto i momenti di svago della troupe.

Provate a dare un occhio su You Tube, dove alla voce back stage i video certo non mancano: troverete chi si beve un caffè, chi fa avance ammesse solo nei fuori onda e chi ride, ride, ride, come Totti e Ilary nei momenti di preparazione dello spot Vodafone con il capitano della Roma agli esordi nel web.

Perché per ogni video che si rispetti c’è un back stage? Perché parlare di ciò che non si è visto è un modo per parlare e far parlare del film o degli spot.

Fatta incetta di situazioni improbabili, si alternano le sequenze con ritmo e sagacia. Capire come si realizza un back stage non è poi difficile, il trucco è mostrare tutto e il contrario di tutto.

Oltre a c’è chi recita, chi prepara e chi dirige, sul set quindi non può mancare chi di lavoro riprende quello che fanno gli altri: in fondo cosa è il back stage se non metacinena, il cinema che parla di se stesso? Perché, possiamo dirlo, le riprese non vengono certo pulite al primo colpo, nemmeno quelle dei video più istituzionali o apparentemente semplici. Per farsi un’idea basta guardare il back Stage dello spot per la campagna Estiva dei parchi divertimento della riviera romagnola. Paolo Cevoli parla di diti al posto che di dita, e non siamo a Zelig, e il cittadino vecchietto che invoca l’assessore alza almeno tre volte le mani al cielo: non si ricorda le battute.

Foto, riprese “rubate” e interviste preparate. Il back stage finale è un gran minestrone di ore e ore di riprese. Lavoro inutile? No di certo, dato che il dietro le quinte diventa poi parte integrante del prodotto finale, se non ancor di più. Vi ricordate «Lost in La Mancha» di Terry Gilliam? Disagi, contrattempi, quasi 90 minuti di incubi da regista. Avrebbe dovuto essere il semplice back stage, nel 2002 è diventato un vero e proprio film, dato che il Don Quixote a cui stavano lavorando attori come Johnny Depp e Jan Rochefort non ha mai preso forma. Le riprese dei lavori però, sono finite al cinema.

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