A partire dagli anni cinquanta, il cinema tridimensionale ebbe la sua prima ampia diffusione.
Da quel momento fino ad oggi, il sistema più diffuso per la visione di immagini in 3D sfrutta la tecnica della luce polarizzata.

Nel sistema a lenti polarizzate, vengono utilizzati due tipi di occhiali: quelli polarizzati linearmente e quelli polarizzati circolarmente.
Per proiettare un film 3D con la polarizzazione lineare, le due immagini parallele vengono proiettate attraverso un doppio proiettore, le cui lenti sono dotate di filtri polarizzatori ortogonali (a 90° l’uno rispetto all’altro), orientati ortogonalmente uno rispetto all’altro, così da proiettare due immagini polarizzate in modo differente l’una dall’altra.

Ciascun filtro lascia passare la luce con una polarizzazione simile e blocca la luce polarizzata ortogonalmente, in modo tale che ogni occhio visualizzi solamente l’immagine ad esso destinata: in questo modo viene raggiunto l’effetto 3D. Gli occhiali a polarizzazione lineare richiedono che lo spettatore mantenga una posizione della testa fissa e parallela allo schermo, poiché l’inclinazione delle lenti potrebbe causare il filtraggio errato delle immagini del canale destro e sinistro.

Utilizzando invece la polarizzazione circolare, due immagini vengono proiettate sovrapposte sul medesimo schermo circolare attraverso filtri di polarizzazione opposta. Lo spettatore indossa occhiali con una coppia di filtri polarizzatori circolari montati in senso inverso. La luce destinata al filtro polarizzatore circolare sinistro viene bloccata dal filtro polarizzatore circolare destro, e viceversa. Il risultato è simile a quello prodotto dalla polarizzazione lineare, con la differenza che attraverso la polarizzazione circolare, lo spettatore può inclinare la testa senza problemi di sovrapposizione delle immagini.

Questo sistema necessita di un apposito proiettore, di uno speciale schermo e di occhiali specifici, e pertanto risulta più costoso rispetto a un più datato sistema anaglifo. Tuttavia il risultato è di gran lunga superiore in termini di resa di immagini a colori, oltre che di luminosità e sensazione di profondità. Confermerete anche voi questa versione se, come me, siete stati spettatori muniti di occhialini della casa volante di Up, il primo film della Pixar ad essere realizzato anche per la proiezione in formato digitale tridimensionale, innalzata nelle profondità del cielo da una miriade di palloncini colorati.

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