
Gli squali escono dallo schermo e le polpette piovono dal cielo, non al cinema ma comodamente seduti sul divano. Tv stereoscopica e 3D a casa propria? È ormai da tempo che al Ceatec, il salone giapponese della tecnologia digitale e dell’elettronica, si respira aria di 3D casalingo, e come se non bastasse le proiezioni di Avatar fra i film in 3D, hanno confermato le potenzialità di sviluppo del sistema e del mercato, non solo nelle sale cinematografiche.
Per gustarsi la trasmissione 3D in tv bisogna avere lo schermo adatto, monitor stereoscopico di due metri di larghezza, e non dimenticarsi degli occhialini. Per il resto, concordare con amici e famigliari di stare ognuno seduto al proprio posto, così da non creare interferenze fra le immagini e gli spettatori.
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Posted in: HARDWARE
Si parla di tutto quello che succede prima e dopo le riprese, come anche negli stacchi fra un ciak e l’altro, ma che nei film non si vede. Attori alle prese con ridarole incontrollabili, comparse con ansie e paure più o meno realistiche e registi sprofondati nella loro seggioline, i brevi filmati che raccontano il dietro le quinte di lungometraggi svelano i tabù, le scene scartate, ma anche e soprattutto i momenti di svago della troupe.
Provate a dare un occhio su You Tube, dove alla voce back stage i video certo non mancano: troverete chi si beve un caffè, chi fa avance ammesse solo nei fuori onda e chi ride, ride, ride, come Totti e Ilary nei momenti di preparazione dello spot Vodafone con il capitano della Roma agli esordi nel web.
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Posted in: BACKSTAGE

Secondo voi sarebbe lecito dire che le avventure del Commissario Scalise di “Distretto di polizia” hanno dei punti in comune con le sfortunate vicende del protagonista de “Ladri di biciclette” di Luchino Visconti? Nulla di più distante, verrebbe subito da dire.
E invece, ci sbaglieremmo. Perché queste storie condividono almeno una caratteristica: quella di essere ambientate entrambe nella città eterna, Roma. D’accordo, lo stesso luogo visto da due punti di vista lontanissimi: il periferico quartiere del Tuscolano dei giorni nostri e la capitale italiana degli anni ’50, nel pieno del dopoguerra. Questo perché una stessa ambientazione può costituire lo sfondo delle storie più diverse che cinema e tv ci raccontano; perché il “dove si gira” è importante quanto il “cosa si gira”.
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Giorgio Vita Levi fonda a Milano la Fono Video Sync nel 1988. La società è tuttora attiva nella post-produzione audio di film, fiction, cortometraggi, pubblicità radio e TV. Cura il Sound Design ed il mix multicanale di lungometraggi ed in campo pubblicitario si occupa della sonorizzazione di innumerevoli spot per importanti aziende clienti. E’ inoltre specializzata nel mixaggio di spot per il cinema in formato multicanale 5.1.
Giorgio Vita Levi è attualmente sound designer presso la Fono Video Sync ed è inoltre docente del modulo “Sound design, rumoristica ed effetti sonori” presso la scuola del Virtual Reality & Multi Media Park ( VR&MM Park ) di Torino.
Conosciamolo meglio lui e il suo mondo lavorativo attraverso alcune domande…
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A chi non è mai capitato, da spettatore cinematografico o televisivo, di protestare perché la storia alla quale si stava – stancamente – assistendo avrebbe potuto essere raccontata in maniera meno noiosa o scontata?
Peggio ancora quando non era la trama in sé a non essere accattivante, ma bensì il ritmo con cui si era scelto di raccontarla.
Quella di concatenare le inquadrature del girato di un film e di deciderne la loro sequenzialità può sembrare un’operazione scontata e poco rilevante; in realtà è proprio tramite queste operazioni – dette, in gergo cinematografico, di montaggio – che si costruisce lo stile narrativo di un film.
Il montaggio è infatti la fase principale della cosiddetta post-produzione di un filmato, durante la quale il materiale disponibile viene visionato, analizzato e ricomposto in base ad esigenze narrative, strutturali, ritmiche ed espressive.
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Posted in: PROFESSIONI
Probabilmente per la maggior parte dei non addetti ai lavori il concetto di occhiali 3D è associato all’immagine dei classici occhialini, normalmente con montatura in cartoncino, dotati di una lente rossa ed una ciano (oppure blu o verde). In realtà questo tipo di occhiali non esaurisce il panorama delle tecnologie destinate alla visualizzazione in 3D, ma è utilizzato esclusivamente per la visione di un anaglifo.
Un anaglifo è un’immagine tridimensionale che, se osservata appunto mediante opportuni occhiali dotati di due filtri di colore complementare l’uno rispetto all’altro, risulta tridimensionale. Esso contiene due immagini sovrapposte, riprese alla stessa distanza che separa gli occhi umani.
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Sale la febbre del 3D: con la diffusione dei film tridimensionali nei nostri cinema, d’ora in poi diventerà d’obbligo per lo spettatore – anche per quello senza alcun problema di diottrie – l’indossare un paio di occhiali per assistere alle proiezioni.
Ovviamente non si tratta di occhiali qualunque. Gli occhiali 3D si basano sul principio della visione stereoscopica, capace cioè di trasmettere un’illusione di tridimensionalità alle immagini grazie ad alcune specifiche tecniche di ripresa e proiezione.
La tecnica di ripresa che consente la visione stereoscopica di immagini in movimento utilizza una cinepresa o una videocamera con doppio obiettivo e doppia esposizione: nel caso della pellicola si hanno due rulli che corrono parallelamente e che riprendono al contempo due visioni leggermente sfalsate (di circa 6 cm.) della medesima immagine.
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Posted in: ABOUT 3D
A partire dagli anni cinquanta, il cinema tridimensionale ebbe la sua prima ampia diffusione.
Da quel momento fino ad oggi, il sistema più diffuso per la visione di immagini in 3D sfrutta la tecnica della luce polarizzata.
Nel sistema a lenti polarizzate, vengono utilizzati due tipi di occhiali: quelli polarizzati linearmente e quelli polarizzati circolarmente.
Per proiettare un film 3D con la polarizzazione lineare, le due immagini parallele vengono proiettate attraverso un doppio proiettore, le cui lenti sono dotate di filtri polarizzatori ortogonali (a 90° l’uno rispetto all’altro), orientati ortogonalmente uno rispetto all’altro, così da proiettare due immagini polarizzate in modo differente l’una dall’altra.
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Posted in: ABOUT 3D

La moda del 3D al cinema è ormai un dato di fatto. Che varrà lo stesso anche per i salotti delle nostre case è una scommessa su cui i produttori dei network americani e di elettronica di consumo stanno puntando parecchio.
Il mercato dell’home entertainment, infatti, ha già fatto i primi passi verso la terza dimensione, anche se generalmente con risultati molto lontani dall’esperienza vissuta in una sala cinematografica 3D. Tuttavia questo gap è destinato a colmarsi, grazie all’introduzione del complesso e costoso sistema a oscuramento alternato: questo sistema elettronico coordinato da un processore può essere utilizzato, oltre che per la proiezione di film 3D in sala, anche per la visione casalinga di immagini tridimensionali elettroniche attraverso computer, console e lettori DVD appositi. Gli occhiali possono essere facilmente reperiti in rete, per lo più all’estero.
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